Luca Cappellaro

Oggi, quando si parla di team building, la mente corre subito alle cene aziendali, l'aperitivo con i colleghi, la festa di Natale. Ma c’è stato un tempo in cui il vero teambuilding si faceva tra torrette improvvisate di computer e cavi LAN: parliamo dei mitici LAN party. Chi se li ricorda?

Oggi il multiplayer si da per scontato, con le software house più importanti che mettono a disposizione server in tutto il mondo per giocare con amici, ma anche perfetti sconosciuti, comodamente seduti sul divano di casa. Basti pensare a serie fortunate come Call of Duty, Battlefield, Overwatch, per non dimenticare il più recente Marvel Rivals.

Ma ai tempi di Doom, Quake e Duke Nukem 3D il multiplayer non era così scontato. Ed è così che entrano in scena i LAN party. Quelle serate infinite, trascorse a fissare un monitor CRT da 15 pollici, con la schiena piegata come un punto interrogativo e il suono inconfondibile dei modem 56k che echeggiava nelle orecchie. Per molti, un paradiso; per altri, il motivo per cui ancora oggi evitano i giochi multiplayer. Ma facciamo un passo indietro, a quei tempi in cui il gaming in rete era più simile a un rituale di sopravvivenza e i LAN party ricoprivano un ruolo fondamentale nella socialità, nel team building... e a volte nella distruzione di amicizie!

Doom, Duke Nukem e l'alba del caos organizzato

Correva l’anno 1993 e una software house nota come id Software sta per sconvolgere il mondo dei videogiochi. Nasce Doom, il gioco che ha definito il genere degli sparatutto in prima persona così come lo conosciamo ancora oggi. Doom era veloce, frenetico, violento, molto impegnativo... ed era anche multiplayer.

Questa era la prima scena che i giocatori vedevano iniziando una partita a Doom. "Hangar", probabilmente meglio noto come "E1M1", era il primo livello di quello che sarebbe passato al storia come il gioco che ha definito il genere degli FPS.

In Doom si giocava nei panni di un marine senza nome, affettuosamente noto ai fan come Doomguy, che doveva farsi strada tra orde di demoni in 3 episodi di 9 livelli ciascuno (di cui uno segreto) ambientati su Marte e le sue due lune, Phobos e Deimos. Molti probabilmente ricorderanno in modo particolare il primo episodio, in quanto era quello distribuito come shareware sui siti e le riviste di videogiochi dell'epoca. Doom si poteva giocare in multiplayer cooperativo oppure in una modalità tutti contro tutti meglio nota come Deathmatch. Le mappe e il ritmo frenetico di Doom era la ricetta perfetta per un multiplayer caotico e divertente, in cui sfidare i propri amici (e a volte anche perderli!).

Doom avrà un sequel nel 1994, Doom II per l'appunto, ma è nel 1996 che il genere degli FPS subirà un nuovo scossone: da 3D Realms arriva Duke Nukem 3D, con protagonista Duke Nukem, l'eroe americanissimo più politicamente scorretto della storia. Duke Nukem nasce originariamente su MS-DOS, come protagonista del platform side-scroller Duke Nukum (la "u" non è un errore di battitura) a cui seguirà Duke Nukem 2, sempre in forma di platform side-scroller, prima di arrivare a Duke Nukem 3D che ne è il seguito diretto.

Il secondo livello del primo episodio di Duke Nukem 3D, o Duke3D per gli amici. Duke Nukem doveva affrontare gli invasori alieni in livelli che riproducevano ambienti urbani, su una stazione spaziale e persino sulla nostra Luna.

Duke Nukem 3D prende tutti gli elementi migliori di Doom e ne innova la formula grazie al Build engine. Duke Nukem 3D, infatti, riesce ad innovare un genere quando molti pensavano non potesse essere fatto. In questo gioco, infatti, troviamo elementi quali power-up attivabili dal giocatore, la possibilità di volare con un jetpack, livelli che si sviluppano in altezza, una implementazione rudimentale di mappe distruttibili (un concetto che solo anni più tardi vedremo evolversi in giochi come Battlefield) e, ultimo ma non meno importante (altrimenti s'arrabbia!), un protagonista parlante. Così come Doom, anche Duke Nukem 3D permetteva di sfidare gli amici in multiplayer in epiche battaglie all'ultimo frag.

Quake, Half-Life e Unreal Tournament: inizia l'era moderna del multiplayer

Il 1996 non è solo l'anno di Duke Nukem 3D. Nello stesso anno, infatti, id Software rilascia un'altra pietra miliare nel mondo degli sparatutto in prima persona: Quake. Successore spirituale di Doom, è il primo videogioco con un game engine completamente tridimensionale. Anche qui si rivestivano i panni di un marine spaziale, conosciuto come "Ranger", che doveva affrontare una invasione di demoni causata dal sabotaggio di portali di teletrasporto sperimentali a causa del misterioso "Quake". Quake era innovativo anche sul fronte del multiplayer, essendo uno dei primi videogiochi a permettere partite online tramite server di gioco. I server di gioco potevano essere sia macchine dedicate, sia il computer di uno dei giocatori, con l'enorme vantaggio di essere anche raggiungibili tramite la rete Internet.

Quake è anche uno dei primi giochi a mettere a disposizione linguaggi di programmazione e strumenti per la sua customizzazione, cosa che darà il via ad un altro importantissimo fenomeno culturale, il modding, tutt'oggi vivissimo. Grazie al modding è possibile giocare online a modalità di gioco quali Capture the Flag o Rocket Arena, oltre al solito Deathmatch, garantendo al gioco un altissimo livello di rigiocabilità.

Anche se alcuni suoi elementi ricordano Doom, Quake non è il suo sequel. Il gioco ci tiene a ribadire la sua identità già nella scelta degli episodi da giocare, qui rappresentata da un livello hub iniziale piuttosto che da un semplice menu.

Il 1998 è il momento di Half-Life di Valve Corporation, un altro gioco destinato ad entrare nella storia. Half-Life, grazie anche a GoldSrc, versione modificata del motore di gioco alla base di Quake, andrà a ridefinire il genere degli FPS. Considerato unanimamente dalla critica, ancora oggi, uno dei migliori sparatutto in soggettiva della storia, si distingue dai suoi predecessori nel raccontare la storia interamente durante il gioco, senza espedienti quali filmati di intermezzo o short story da leggere nei famosi readme.txt dell'epoca. Il protagonista, anche questa volta silenzioso, era Gordon Freeman, uno scienziato incaricato di condurre un esperimento nella struttura segreta di Black Mesa conclusosi disastrosamente. Il nostro eroe, munito dell'iconico piede di porco e della fida HEV Suit dovrà affrontare invasori interdimensionali e l'esercito mentre attraversa Black Mesa alla disperata ricerca di un modo di fermare l'invasione aliena.

Half-Life era molto forte anche in multiplayer e, come Quake, diede alla community di modder gli strumenti per personalizzare il gioco. Fu proprio con Half-Life che vennero alla luce mod importantissime quali Counter-Strike o la propria versione di Team Fortress, entrambe divenute videogiochi veri e propri.

"Benvenuti al sistema protettivo Mark IV, in uso in condizioni ambientali pericolose" è la frase di benvenuto che la HEV Suit Mark IV da a Gordon Freeman dopo averla indossata. Black Mesa si rivelerà un ambiente molto più che pericoloso.

Nel 1999 arriva finalmente Unreal Tournament di Epic, uno dei primi giochi completamente dedicato al multiplayer e che contribuisce, insieme a Quake 3 Arena uscito nello stesso anno, a dare forma alla scena multiplayer competitiva. Unreal Tournament è mosso dall'Unreal Engine, che era già alla base dello spettacolare e fortunato Unreal. Unreal Tournament, anche noto come UT99, presenta al suo interno diverse modalità di gioco offerte nei suoi predecessori solo come mod: Capture the Flag, Domination, Assault, Last man standing.

In Unreal Tournament furono introdotti per la prima volta i mutatori, opzioni aggiuntive da attivare in fase di creazione della partita che permettevano di modificare alcune regole di gioco, quali la possibilità di ridurre la forza di gravità o di rendere le scatole di munizioni esplosive.

Facing Worlds è probabilmente la mappa più famosa di Unreal Tournament, riproposta in versione sempre più modernizzata da ognuno dei suoi successori.

LAN party, sfida tecnologica e fenomeno culturale

Partecipare ad una sessione di gioco multiplayer oggi è abbastanza semplice, possiamo dire anche scontato. Avviamo il nostro PC o la nostra console, lanciamo il gioco e ci fiondiamo sulle sue funzionalità online per cercare avversari da sfidare. Non bisogna neanche preoccuparsi di connettersi a Internet: basta accendere il modem router e fa tutto lui per noi.

Negli anni di Doom, Quake e i loro concorrenti, tuttavia, Internet era molto diversa da come la conosciamo oggi, più rudimentale, per certi versi più ingenua, ma allo stesso tempo riusciva a mantenere attorno a se quell'aura di mistero che quando la navigavi sembrava quasi di vivere un'avventura. Erano i tempi dei modem 56k, in una Grande Rete dove il web era più semplice ma giocare online era una sfida. Sebbene esistessero connessioni ISDN che potevano arrivare fino a 128k, i prezzi proibitivi limitarono la diffusione di questa tecnologia tra le mura domestiche. L'ADSL avrebbe cominciato a diffondersi tra l'utenza consumer solo attorno al 2000.

I primi problemi erano quindi dovuti alle difficoltà di connessione: io ci ho provato a giocare a Quake in multiplayer con una connessione dial-up a 56k e, fidatevi, era ingiocabile. Giochi come Doom e Duke Nukem 3D inoltre non avevano a disposizione server di gioco dedicati e facevano uso di protocolli di comunicazione come IPX per interconnettere i computer dei giocatori, o dovevano affidarsi a servizi dial-up a pagamento come Dwango, con costi che potevano essere davvero proibitivi.

In un contesto a tutti gli effetti pionieristico, nascono i LAN party, che possiamo considerare allo stesso tempo una sfida tecnologica e un fenomeno culturale che ha poi definito l'era del gaming multiplayer moderno.

Come dice Wikipedia, un LAN party è un incontro videoludico in cui i partecipanti si radunano per giocare in modalità multiplayer collegando i propri computer tra loro tramite una rete locale. Le regole erano molto semplici:

  • I LAN party erano spesso organizzati in modo improvvisato e con poca pianificazione
  • Ognuno porta il proprio computer dove si terrà il LAN party, sia esso la casa dell'organizzatore, un'aula universitaria o addirittura l'ufficio
  • L'ospite mette a disposizione un rinfresco, anche se a volte viene chiesto agli invitati di contribuire
  • I LAN party possono andare avanti per tutta la notte, o addirittura anche per giorni

Dato che hai tempi la tecnologia Wi-Fi non era ancora disponibile, erano necessari hub o switch con un numero sufficiente di porte per connettere tutti i computer dei giocatori, tavoli sufficientemente ampi per ospitare le postazioni degli invitati e tantissimo sangue freddo all'arrivo della prossima bolletta dell'energia elettrica.

In un LAN party non è raro vedere un setup come questo. Cablaggi come questo possono non piacere ai sistemisti di rete, ma sono sicuramente ciò che definiscono lo spirito di festa dei LAN party.

E chi ha detto che una VPN può essere usata solo per connetterci alla nostra rete aziendale quando lavoriamo in smart working? Quando alcuni dei partecipanti non potevano essere presenti fisicamente ad un LAN party, oppure quando si volevano addirittura unire due o più LAN party, bastava lanciare un software VPN come Hamachi, creare la propria rete e connettervi tutte le parti interessate.

Con la diffusione dei server di gioco dedicati, era anche consentito connettersi ad un server remoto a patto che si fosse tutti connessi alla stessa LAN, quindi riuniti nello stesso posto. Era sufficiente aggiungere una parola prima del proprio nickname e lanciarsi all'avventura online: era l'alba di ciò che è meglio noto come clan di gioco.

L'era contemporanea di Internet: come sono cambiati i LAN party?

Come Doom è universalmente riconosciuto come il pioniere del genere FPS, gettando le basi per decenni di sparatutto in prima persona, così i LAN party casalinghi possono essere considerati i precursori delle grandi convention odierne e del multiplayer competitivo moderno. Quelle caotiche serate tra cavi incrociati e monitor pesanti hanno tracciato la strada per eventi come il DreamHack o l'ESL, dove il gaming è diventato uno spettacolo globale. Ad esempio, il Quakecon è una convention annuale tenuta da ZeniMax Media per celebrare e promuovere i principali franchise di id Software e altri studi di proprietà di ZeniMax, in cui è incluso un grande evento LAN party a pagamento, Bring-Your-Own-Computer (BYOC), con un torneo competitivo che si tiene ogni anno a Dallas, in Texas.

Il QuakeCon è una della game convention più importanti organizzate da ZeniMax Media per celebrare i franchise più importanti di id Software.

I Lan party hanno anche contribuito a definire la scena del gaming online competitivo, evolutasi nel tempo nella forma che oggi conosciamo meglio come eSports. Introducendo l'idea stessa di competizione tra giocatori, l'atto di "fraggare" un amico si è trasformato in un fenomeno mondiale che oggi vede milioni di spettatori seguire tornei di eSport.

Oggi esistono tornei di eSport che attirano milioni di spettatori in tutto il mondo e offrono montepremi da capogiro. Eventi come il The International di Dota 2, il campionato mondiale di League of Legends (Worlds) e il CS:GO Major Championship rappresentano il culmine della competizione videoludica. Anche titoli più recenti come Valorant e Fortnite si sono ritagliati un posto d’onore con eventi spettacolari, mentre il FIFA eWorld Cup e il Call of Duty League dimostrano che il gaming competitivo copre una vasta gamma di generi. Questi tornei, seguiti sia in streaming che dal vivo, incarnano l’evoluzione di quelle prime, caotiche partite LAN in un fenomeno culturale globale. Per non parlare di nuovi titoli come Marvel Rivals, che stanno iniziando a farsi spazio nel panorama eSports offrendo la possibilità di partecipare a tornei direttamente da casa propria.

Marvel Rivals, nuovissimo hero shooter di NetEase, offre la possibilità di giocare con i propri amici da casa. Grazie a Marvel Rivals Championship, i giocatori potranno prendere parte a tornei con premi in denaro direttamente da casa.

Conclusione

Un LAN party potrebbe sembrare una scelta insolita per un evento di team building, ma in realtà ha un potenziale unico nel creare legami tra i partecipanti. La necessità di collaborare in squadra, pianificare strategie e comunicare in tempo reale riflette dinamiche simili a quelle che si affrontano nei progetti lavorativi. Inoltre, l’atmosfera informale e divertente di un LAN party permette ai colleghi di rilassarsi e interagire in modo diverso rispetto al contesto formale dell’ufficio.

Questo tipo di evento non è solo un’occasione per divertirsi, ma anche per valorizzare abilità come la leadership, la gestione dello stress e il problem solving. Titoli classici come Counter-Strike o Rocket League possono facilmente essere adattati per coinvolgere tutti, dai giocatori esperti ai meno pratici, creando un terreno comune su cui costruire nuove connessioni e rafforzare il lavoro di squadra.

Organizzare un LAN party richiede un po’ di pianificazione, ma il risultato può essere sorprendente. Trasformare per una giornata una sala riunioni in un’arena di gioco può regalare un’esperienza memorabile e, soprattutto, un’opportunità per far emergere dinamiche positive nel team. Perché alla fine, che si tratti di completare un obiettivo comune o semplicemente di condividere una risata dopo un errore clamoroso, il vero successo sta nel vivere insieme un momento che resterà nel tempo.

Fonti

Doomworld - 2020 - "Did DOS DooM have servers or was the multiplayer reserved to you local area?" - https://www.doomworld.com/forum/topic/117966-did-dos-doom-have-servers-or-was-the-multiplayer-reserved-to-you-local-area/

Reddit - 2024 - "Two of my battlestations running DOOM IPX multiplayer over a twisted-pair network" - https://www.reddit.com/r/retrobattlestations/comments/1glwqz5/two_of_my_battlestations_running_doom_ipx/

Wikipedia - 2004 - "Integrated Services Digital Network" - https://it.wikipedia.org/wiki/Integrated_Services_Digital_Network

Wikipedia - 2005 - "ADSL" - https://it.wikipedia.org/wiki/ADSL

Wikipedia - 2004 - "LAN Party" - https://en.wikipedia.org/wiki/LAN_party

Wikipedia - 2004 - "QuakeCon" - https://en.wikipedia.org/wiki/QuakeCon


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